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Perché il distanziamento non ci isoli

Giovedì 5 marzo 2021

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“…Ci interessa la gente e le stagioni che fa e continua a fare, godendo di ciò che sa darsi” dicevamo l’altra settimana e ieri il tradizionale incontro settimanale di “Ritrovarci con l’Antelao” ha rinnovato quel senso di originalissimo e amichevole salotto con soci e amici (soprattutto socie e amiche), amabilmente e sapientemente animato dalla prof. Lia Melisurgo su un argomento riguardante una sua quasi omonima ovvero la dottoressa, scrittrice, gastronoma Amalia Moretti Foggia.

Vissuta fra Otto e Novecento fra Mantova, Padova, Bologna, Firenze e Milano, Amalia Moretti Foggia rappresenta l’archetipo della donna moderna, ovvero anche del 2000, una donna “nuova e vera” che si prende cura del corpo e dell’anima per scelta e non per obbligo, studia ed opera per conoscenza e volontà libere da condizionamenti. E il titolo dell’incontro era proprio “Contro l’ineluttabilità del “destino femminile”, il realismo illuminato di Amalia Moretti Foggia”.

Con un adeguato supporto fotografico, Lia Melisurgo ha pienamente coinvolto tutti in un anticipo della Festa della Donna (o Giornata della Donna), concentrando quella fin troppo imperante liquidità della cultura e della memoria e stimolando il “salotto dell’Antelao” ad una accalorata discussione anche sulle ultime parole di Amalia Moretti Foggia: “I posteri mi conoscono e mi avrebbero conosciuta solo come Petronilla (quella delle ricette sulla Domenica del Corriere) e come il dottor Amal, ma la vera Amalia, la medichessa che in un’epoca in cui nessun bravo borghese si sarebbe fatto curare da una donna, ha dovuto fingersi uomo per essere credibile”.

Si è ancora felicemente confermato l’intenso impegno culturale e di aggregazione sociale profuso dall’Antelao in decenni di attività e che l’indesiderata e inaspettata pandemia rallenta ma non impedisce di vivere con eterogenei e davvero coinvolgenti rapporti interpersonali. E “perché il distanziamento non ci isoli” ulteriormente, giovedì prossimo la prof. Laura Mangini ci inviterà a “Scoprire il Lido di Venezia” e ai suoi anni d’oro, quando dalla sabbia sorse una città di sogno e di Niccolò Spada che di questo sogno fu ideatore e realizzatore.