1957-2020 63 anni (verso i 64) di impegno Culturale e Civile per il Territorio

L'Orgoglio e il Piacere

Costituitosi nel 1957 a Treviso, come gruppo locale affiliato al CTG (Centro Turistico Giovanile) nazionale, l’”Antelao”esprime nel nome la sintesi del fare della realtà originale (escursionismo e aggregazione sociale) e anche i limiti di un’attività che era certamente necessaria in quel periodo storico, costitutiva del tempo libero che si voleva organizzare. Con il passare degli anni, l’esperienza e l’evoluzione degli obiettivi, degli interessi e della realtà in cui operava, dal 1972 il CTG “Antelao” ha iniziato sistematicamente a ideare, organizzare e offrire altre possibilità di impiego del “tempo libero”,sempre inteso come bene personale e sociale da usarsi socialmente: ossia per unaccrescimento culturale e una migliore qualità della vita.

E quindi un “tempo” non effimero, ma ricco ed impegnato e con la massima apertura verso tutti e i generi di attività possibili: un modo originale di organizzare e proporre la cultura del turismo, in modo stimolante e coinvolgente, con viaggi, visite, incontri, seminari, assistenza e divulgazione turistica e ambientale, musica, teatro e poesia, danza, folclore, cinema e fotografia, pittura e scultura, artigianato, gastronomia e tradizioni, floricoltura e attività connesse, tutela e incentivazione del patrimonio storico, artistico e ambientale, animazione e formazione. E sempre con l’originaria ispirazione cristiana e la condivisione umana e sociale.

Sono moltissime le manifestazioni realizzate da tanti sensibili e disponibili dirigenti, soci e collaboratori, con l’apporto di enti locali, associazioni e operatori vari, divulgate anche prima da “La Soasa” e dal 1984 dal periodico “Antelao informa”. Emolte fanno ormai parte della storia civile di Treviso e della provincia.

Dal 1972 sotto l’impulso di Giuseppe Mazzotti, sono state attivate le occasioni culturali e le visite guidate e animate soprattutto con Mario Botter e molte personalità della cultura trevigiana e veneta;i seminari di divulgazione e formazione con Vittorio Sgarbi e molti altri esperti; dal 1973 gli innovativi “Concerti di Primavera”a Santa Caterina, nei palazzi e musei della città con moltissimi interpreti ed eterogenee espressività; dal 76 all’84 le originali“Rassegne internazionali di musiche organistiche nella Marca Trevigiana”nelle chiese di Treviso e della provincia che hanno indicato un modo inedito di promozione musicale, turismo e valorizzazione del patrimonio; dal 1978 – integrandosi ai “Concerti di Primavera” – le 17 edizioni di “Treviso in fiore”di cui cinque a Santa Caterina(divenuto quindi teatro di un irripetibile festival di cultura, espressività e socialità) e le altre a Villa Manfrin  in accordo con il Comune di Treviso, i Florovivaisti di “Treviso in fiore” e molte collaborazioni: notevolissimo esempio di sinergie per il recupero e la valorizzazione di un sito storico in grave degrado, con la creazione di uno dei più importanti roseti d’Italia e l’offerta di attività di animazione per“quattro stagioni”con il coinvolgimento di oltre 100.000 persone all’anno. Anche la coraggiosa e prolungata presenza a Santa Caterina ha sicuramente impedito l’irreversibiledegrado del prezioso complesso.

Si deve anche all’Antelao nel 1976 l’intitolazione a Mario Botter della piazzetta antistante Santa Caterina.

Nel 1978 l’”Omaggio a Giorgione” anche con l’audiovisivo “Castelfranco di Giorgione, l’esito del chiasmo”

Nel 1994 l’associazione era giunta a quasi venti settori di attività, dipanati con abnegazione: Turismo, Treviso in fiore, Concerti di Primavera, Antelao informa, Ritrovarsi, Conoscere per amare, gli Animatori culturali e ambientali – nome ideato dall’Antelao e fatto proprio dal CTG regionale -, Il Museo diffuso per l’Europa, Miti del sud, La moda in passerella, la Memoria storico-didattica, Ricordando il 7 Aprile, l’Impegno formativo, i Laboratori di danza, la Giovane musica, Per i più giovani, In bicicletta, Camminare, i premi Bagattino, Fedeltà e Ctg Giovani “Mazzotti-Botter”, i concorsi di Pittura, scultura, scenografia, poesia, fotografia, Balconi e vetrine In fiore, Top model, gli Incontri d’arte a Villa Manfrin, Natale Insieme, la ricca Biblioteca ed altro.

Nel 1998, al compimento del 40° anniversario, alla luce delle esperienze e delle incidenze nel territorio, ma considerando altresì le mutate condizioni sociali e le prospettive, si decide di conferire una svolta operativa, anche nel nome e nelle relazioni. Conserva il nome araldico ma assume la denominazione di OSSERVATORIO cultura-turismo-ambiente ANTELAO  che esprime più incisivamente gli effettivi obiettivi dell’associazione, nel contesto di un più ampio progetto di incentivazione della cultura, dell’espressività, del tempo libero e della socialità, per contribuire alla formazione integrale della persona, per una migliore qualità della vita, in una visione cristiana e intergenerazionale.

Nel 1998 si dissocia temporaneamente dal CTG e aderisce all’Anbima, considerando però all’inizio del 2014 di aderire nuovamente anche al CTG di cui ha sempre mantenuto e accresciuto lo spirito e l’ispirazione.

Con l’Anbima ha organizzato varie edizioni di “Passa la Banda”, “I Tempi della Vita”, “Il Piave mormorò…” e corsi di cultura musicale.

Dal 1968 agli anni 90 è stata fondamentale la collaborazione con l’Ente Provinciale per il Turismo che anche nella sede di Palazzo Scotti ha consentito lo sviluppo di attività ancora più incisive e partecipate.

Ormai 63 anni di vita verso i 64, con molte sedi operative: da San Nicolò (luogo natìo) a via Diaz e poi con l’Ept aPalazzo Scotti,  poi ancora a San Nicolò, quindi a Santa Caterina, dal 1983 a Villa Manfrin e dal 1994 per una precisa scelta, senza una sede fissa ma con ufficio presso l’abitazione del presidente.

Un’attività che ormai somma almeno 10 mila eventi e che, in linea con i principi statutari, la consolidata esperienza e professionalità, la presenza nella Marca Trevigiana, le relazioni intessute e le disponibilità, continua ad estrinsecare sempre più concretamente i valori del fare Antelaocon molti stimoli ed opportunità per la crescita umana, sociale e culturale, con cui tutti possono essere veri e attivi protagonisti. Una presenza viva e incisiva espressa con rara costanza e coerenza, in pieno spirito di libero e gratuito volontariato. Insomma “Facciamo quello che siamo, siamo quello che facciamo!”.

“Fare, sempre; continuare a fare. Perché quel che si è fatto, anche se solo ritrovato, è sempre un punto non d’arrivo ma di partenza, e come avvertiva il Vasari “Quegli che con le fatiche cercano la virtù, ritrovata che l’hanno, la stimano come vero tesoro et ne diventano amici; né si partono giamai da esse. Conciosia che non è nulla il cercare delle cose: ma la difficultà è poi che le persone l’ànno trovate, il saperle conservare et accrescere.”

(a cura di Antonio De Marco)

Siamo quello che facciamo e come lo facciamo

Ci siamo, ancora, già oltrepassata la soglia del 62° compleanno! Ci guardiamo intorno e dentro e siamo sorpresi e felici: come passa il tempo che imbianca le teste ma ravviva ancora l’animo e lo riempie di immagini ed emozioni. Da quella primavera del ’57, quanto un gruppo di giovani della parrocchia di San Nicolò a Treviso si ritrovava amichevolmente e cresceva scoprendo l’ambiente oltre i confini cittadini. Un giorno, dopo una bella sgroppata in bicicletta verso il Cadore e una notte all’addiaccio in un fienile, si ritrovò al cospetto del Pelmo e dell’Antelao. Decisero di darsi un nome e prevalse l’Antelao, la montagna regina delle Dolomiti. Fu immediata l’adesione al Ctg, opera della Giac che dava costruttivi esempi e programmi di crescita culturale e sociale.

E dopo 62 anni, mentre alcuni di quei giovani possono ancora rivivere quelle esperienze, l'”Antelao” continua a testimoniare lo stesso spirito e lo stesso entusiasmo con una programmazione che (quasi) non conosce pause e stanchezze. Una ricchezza di memorie, esperienze e concretezze che rinnovano il consolidato chiasmo: “Siamo quello che facciamo, facciamo quello che siamo” e “Fare, sempre; continuare a fare. Perché quel che si è fatto è sempre un punto non d’arrivo ma di partenza…”.

A conclusione di una ulteriore straordinaria annata, è d’obbligo fare una ulteriore riflessione sulla consistenza e sul senso delle proposte offerte e vissute, rivivendo le piacevolissime occasioni e conservandone i sapori e le atmosfere. Un esito che entusiasma e che è il naturale frutto di tanta dedizione e della continuata tensione per offrire iniziative di qualità, incentivando la distensione, la conoscenza, l’arricchimento, la curiosità e la “meraviglia”. Perle del fare ed essere che lasciano segni indelebili e che sono il marchio identificativo del piacere di stare insieme.

Anche nel 62° anno di vita, l’Antelao ha espresso la sua piena maturità e naturalità di viva presenza nel territorio arricchendo il già corposo curriculum di inconfutabili e imparagonabili iniziative e le indelebili incidenze nella vita civile e culturale trevigiana.

Ha consolidato il punto di vista privilegiato e puntuale sul “museo diffuso”, mai disgiunto dagli insegnamenti ed esempi di tanti amici fra i quali Giuseppe Mazzotti, Mario Botter, Luigi Menegazzi e Vittorio Sgarbi, ma anche egli indimenticati Franco Marsoni, Roberto Pasqualato, Bruna Lorenz, Marino Salvatori, Aldo Costantini, Loris Casellato ed Elena Conte, con tanti altri che ancora possono testimoniare quel “fare”.

E tutti, dirigenti e soci, sono consapevoli delle radici e della realtà che è stata accresciuta e rinnovata.

C’è piena coscienza della consolidata e inconfutabile memoria storica, dell’impegno, delle capacità propositive ed espressive: dalla socializzazione al turismo culturale, ai lunghi Seminari culturali, agli Animatori culturali e ambientali, “Natale insieme”, gli inediti e articolati e coinvolgenti “Concerti di Primavera”, le “Rassegne internazionali di Musiche Organistiche”, “Treviso in Fiore” fra Santa Caterina, i musei, i palazzi e Villa Manfrin, i premi “Bagattino”. Senza dimenticare il recupero del complesso di Santa Caterina e di larga porzione di Villa Manfrin; ma anche la sofferta intitolazione a Mario Botter (paladino del recupero della città dopo i bombardamenti dell’ultima guerra) della piazzetta nei pressi della casa natale. 

Ma si è anche consapevoli dei limiti! E si rinnova l’invito ai soci ed amici ad essere orgogliosi di far parte di questa associazione, vivace, impegnata, aperta e flessibile, condividendone le finalità e gli obiettivi.

Si ritiene di dover percorrere il sempre originale cammino, secondo le possibilità e capacità, senza rincorrere o imitare nessuno. L’essere “associazione” e non agenzia di servizi, l’operare disinteressato che privilegia il concreto e mai il “fast” patinato ed effimero, inducono a chiedere la più ampia adesione e collaborazione con un rapporto sempre più intenso e più intimo, da autentici amici. 

Quindi l’entusiasmo e lo spirito che animano l’Antelao, stimolano a continuare nel 2020 con dinamicità, fantasia, impegno, serenità. Non un catalogo, ma un programma che recepisce i suggerimenti dei soci e degli amici con proposte coinvolgenti e serenamente sorprendenti.

Ecco, il vivere insieme e alla grande perché possa essere veramente un emozionAntelao.

Brevi testimonianze

Felicitazioni per il raggiungimento di traguardi così importanti: in tutti questi anni avete operato per la cultura della città e tanti trevigiani, me compreso, ve ne sono grati.

La città di Treviso vi deve molto per l’attività artistica tesa a valorizzare e a scoprire posti incantevoli, trascurati e a volte dimenticati.

Benché sia passata molta acqua tra le paratie…. Memore delle difficoltà passate, vorrei sperare che la città tutta ma soprattutto i suoi amministratori apprezzino pienamente il vostro operare e sapessero cogliere sempre di più le grandi opportunità di promozione culturale e sociale insite nelle vostre attività. Mi conforta il pensiero che nonostante tutto, nell’Antelao resta viva la giovanile capacità di superare le incomprensioni e gli ostacoli da alcuni frapposti, talora forse per la loro pochezza culturale

Vivete a fondo il vostro ottimismo e lasciate alla mediocrità dei molti la loro mediocrità. Chi fa, è comunque: invidiato, accusato, giudicato, ma chi fa… VIVE: realizza la sua esistenza.

Grazie per quanto avete fatto per la nostra città, mi sono arricchita, ho imparato cose nuove, visto cose belle e mi sono tanto divertita